Paolo Macini - Ezio Mesini (a cura di)

Georgius Agricola
De re metallica

Bermannus
Ovvero un dialogo sul mondo minerale

Bologna, CLUEB, 2003

 

Il secolo appena terminato ha visto lo sviluppo di un notevole interesse nei confronti dello studio delle opere di Georgius Agricola, spesso accompagnato anche da un forte entusiasmo, concretizzatosi, in particolare, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte, nel 1955, e soprattutto durante il cinquecentenario della nascita, celebrato nel 1994. In quel periodo, in Germania, Austria, Italia (ma non solo) sono state organizzate numerose conferenze scientifiche dedicate ad Agricola, cui spesso si sono accompagnate riedizioni e traduzioni delle sua opere che, pi¨ di altre, hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della scienza e della tecnica. Anche noi siamo stati partecipi delle manifestazioni culturali che hanno caratterizzato gli anni ’90. La circostanza del cinquecentenario ci ha permesso di curare l’edizione di una copia dell’ormai introvabile traduzione antica in volgare italiano del De re metallica, ed ha rinnovato in noi lo stimolo a proseguire il cammino intrapreso. Il volume che qui proponiamo Ŕ un frutto dei nostri ulteriori studi: esso contiene, nell’ordine, due opere agricoliane: il Bermannus, un dialogo sul mondo minerale, di cui Ŕ stata eseguita la prima traduzione in lingua italiana, ed il De re metallica, il trattato che ha reso noto Agricola in tutto il mondo, proposto nella rara edizione in lingua latina. A queste opere abbiamo voluto premettere un breve saggio introduttivo che ne illustra i contenuti ed il significato, inquadrando le  opere stesse nelle circostanze storiche e culturali in cui furono concepite. Il lavoro non Ŕ stato semplice, soprattutto per il timore di non poter svolgere un compito corretto dal punto vista storico e filologico e di invadere, in tal modo, spazi propri di chi, a differenza di noi, ha seguito percorsi di formazione culturale e professionale diversi da quelli degli ingegneri. Eravamo per˛ consapevoli, e lo siamo tuttora, che la conoscenza nasce dall’intersezione di culture, dallo scambio di paradigmi, dalla contaminazione, e siamo convinti che un contributo alla storia del sapere delle arti e dei mestieri possa derivare anche da chi possiede una cultura rivolta prevalentemente a momenti di ricerca scientifica e tecnologica, piuttosto che a quelli di meditazione e di ricerca umanistica e filosofica.

 

Georgius Agricola, il Bermannus e il De re metallica

Georgius Agricola (1494-1555) fu un uomo di vasta cultura e di molteplici interessi. Nativo di Glauchau, in Sassonia, studi˛ medicina a Bologna, con Berengario da Carpi, a Ferrara e a Padova, e tra il 1525 e il 1526 fu a Venezia, presso la stamperia di Aldo Manuzio, dove collabor˛ all’edizione dell’opera di Galeno. Agricola conobbe Erasmo da Rotterdam, consulente editoriale dei fratelli Froben, noti stampatori e suoi futuri editori. Al suo ritorno in Patria, sul finire del 1526, si stabilý a St. Joachimsthal, dove assunse la carica di medico e farmacista. La ricchezza mineraria del nativo Erzgebirge fece nascere in lui un forte desiderio di approfondire la conoscenza dei minerali utilizzati come medicinali, e quindi si dedic˛ con gran passione allo studio diretto dei minerali, delle tecniche minerarie e della lavorazione dei metalli, di cui divenne insuperato maestro. Le sue conoscenze, in gran parte ricavate dall’esperienza e dall’osservazione diretta degli oggetti naturali e degli impianti tecnici, sono esposte in maniera brillante in due opere, Il Bermannus ed il De re metallica.

Il Bermannus (1530) Ŕ la prima opera importante di Agricola ed Ŕ dedicata all’identificazione dei minerali citati dagli antichi, confrontandoli con quelli rinvenuti nelle numerose miniere che egli aveva visitato. Scritta in latino sotto forma di dialogo, l’opera pu˛ essere considerata una sorta di esercizio preparatorio alla monumentale edizione del De re metallica. Il presente volume propone la prima traduzione in italiano moderno del Bermannus.

Il De re metallica (1556) Ŕ l’opera che ha reso noto Agricola in tutto il mondo, e pu˛ essere considerato come il primo trattato nel campo delle miniere e della metallurgia. L’opera Ŕ particolarmente nota sia per il suo valore culturale, preminente nell’ambito della storia della scienza e della tecnica del XVI secolo, sia per la spettacolare presenza di oltre 290 xilografie, che illustrano lo sviluppo delle tecniche minerarie e metallurgiche raggiunto in quei tempi in Europa. Nel De re metallica Agricola espone in maniera sistematica le proprie osservazioni sui giacimenti minerari, le tecniche per la loro ricerca, coltivazione ed il trattamento metallurgico dei minerali prodotti; senza porsi come inventore di nuovi procedimenti e dispositivi, Agricola illustra il macchinario particolarmente progredito in uso nelle miniere dell’Erzgebirge, dalle macchine per l’eduzione delle acque e per l’estrazione del minerale ai sistemi di ventilazione, dai procedimenti e dalle tecniche dell’arricchimento dei minerali alle attrezzature e le metodologie metallurgiche e di raffinazione dei metalli preziosi. Il De re metallica Ŕ qui proposto nell’edizione in facsimile della rara edizione latina stampata a Basilea nel 1561.

 

Recensioni:

Paolo Rossi, Il Sole 24 Ore (Domenicale)

Ana MillÓn Gasca, Il Foglio Quotidiano.

 

Paolo Macini

Ezio Mesini